
Pittori caravaggeschi napoletani al Palazzo Pretorio di Prato
La collezione dell’ing. Giuseppe De Vito
Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni del Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito Prato, Museo di Palazzo Pretorio – Fino al 13 aprile 2020
Nel cuore di Prato, il Palazzo Pretorio, uno dei più raffinati e interessanti palazzi pubblici toscani, le cui origini risalgono al 1284, oggi sede della Galleria Comunale, offre ai visitatori un percorso attraverso le opere di alcuni pittori napoletani che mostrano l’impatto determinante dell’opera di Caravaggio nella scena artistica partenopea nel XVII secolo.
Dialogano tra loro opere della collezione del Museo di Palazzo Pretorio di Prato, che conserva uno dei nuclei più importanti di dipinti del Seicento napoletano in Toscana, e tele della Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’Arte Moderna a Napoli, collezione privata di pittura napoletana nata dalla passione di uno straordinario collezionista che ha raccolto cospicue opere di artisti del naturalismo napoletano, come spiegano le curatrici Nadia Bastogi e Rita Iacopino.
Negli anni quaranta e cinquanta gli artisti napoletani di formazione naturalistica recepirono diverse influenze, tra cui quella di Artemisia Gentileschi, attiva a Napoli dal 1630.
Tra le opere che raccontano questa notevole fioritura sono esposte il Noli me tangere del maestro Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello, il primo e più coerente interprete del naturalismo napoletano, accanto a Giacobbe e il gregge di Labano, dello spagnolo Jusepe de Ribera; si prosegue con opere di artisti come Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino, Luca Giordano e Mattia Preti, di cui è esposta la grande tela con il Ripudio di Agar.
E infine, già alle soglie del ‘700, si ammira il Buon samaritano, di Nicola Malinconico, opera con il quale si chiude il percorso, proveniente dalla collezione della famiglia Martini, commercianti di stoffe.
Completano la rassegna Il San Giovannino di Battistello e il Vecchio in meditazione con un cartiglio del Maestro dell’Annuncio ai pastori, proposte dopo essere state restaurate e aver ritrovato i loro colori originali e suggestivi.
Le protagoniste femminili
Un gruppo di opere si caratterizza per mettere al centro figure femminili, donne di cui si narra nelle pagine della Bibbia come la Samaritana al pozzo o le figlie di Loth che seducono il padre, protagoniste di quadri dal forte impatto teatrale.
Accanto a loro una galleria di sante e martiri come Caterina, Orsola, Lucia, Agata, soggetti spesso ricorrenti nella pittura napoletana del Seicento.
L’allestimento che mette in significativo dialogo i due nuclei di Palazzo Pretorio e della collezione De Vito, segue l’ordine cronologico, individuando corrispondenze e legami tematici.
La collezione dell’ing. Giuseppe De Vito
L’ing. Giuseppe De Vito, appassionato studioso del periodo d’oro della pittura partenopea , nonché fondatore del periodico “Ricerche sul ‘600 napoletano”, ha a lungo ricercato e raccolto le opere nella sua residenza milanese, trasferendole poi nella villa di Olmo, presso Vaglia (Firenze), sede della Fondazione da lui istituita nel 2011 per promuovere gli studi sull’arte moderna a Napoli attraverso il sostegno dato a giovani ricercatori.
La raccolta De Vito è oggi una delle più significative collezioni private
di pittura napoletana del Seicento.
Il tema del collezionismo è dunque centrale nell’esposizione, che presenta opere messe a disposizione attraverso la raccolta pubblica e quella privata, con modalità e in tempi diversi, da mecenati che così hanno messo a frutto a favore della collettività le ricchezze accumulate con le loro imprese.
Da Prato un itinerario nei luoghi dei Medici
E dopo il percorso museale, si può intraprendere un itinerario a piedi tra le bellezze architettoniche e paesaggistiche, partendo da Prato e raggiungendo tre Ville Medicee, patrimonio Unesco, passando per vallate, boschi, aree archeologiche, musei, parchi naturali.
É un cammino suggestivo nei luoghi dei Medici, tra storia e leggenda, per conoscere le bellezze naturalistiche e culturali del Rinascimento.
La Via Medicea fa parte del Progetto dei Cammini dell’Area Pratese. Per 76 chilometri, in almeno 4 giorni, percorre strade vicinali, sentieri Cai, antichi tracciati viari, attraversando una terra ricca di storia e di bellezza, che tutti dovremmo conoscere.
DOPO CARAVAGGIO. IL SEICENTO NAPOLETANO NELLE COLLEZIONI DI PALAZZO PRETORIO E DELLA FONDAZIONE DE VITO
Museo di Palazzo Pretorio in collaborazione con Fondazione De Vito
Prato, fino al 13 aprile 2020

