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Art Déco. Il trionfo della modernità: a Palazzo Reale

250 opere che raccontano un’epoca di progresso

A 100 anni dalla grande “Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes” di Parigi si è aperta a Milano “Art Déco. Il trionfo della modernità”, a Palazzo Reale fino al 29 giugno. La mostra racconta la genesi, lo sviluppo e il declino dell’Art Déco, che in Francia e in Italia dura solo un decennio, ma che si riverbera nel resto del mondo per tutti gli anni Trenta, influenzando anche il cinema.

Nella mostra “si intrecciano arte, società e storia. Attraverso un percorso espositivo ricco e articolato, viene restituita al pubblico non solo la magnificenza estetica di un’epoca che ha saputo ridefinire il concetto stesso di modernità, ma anche il suo valore simbolico, quale sintesi perfetta tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica” come ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

I capolavori prodotti dalle manifatture di Francia e Italia esprimono armonia e raffinatezza, al di là di confini geografici e discipline artistiche, elaborando un linguaggio che dialoga con il presente ed è parte della nostra identità culturale.

Arte decorativa.

Si ammira la straordinaria raffinatezza di circa 250 opere che comprendono vetri, porcellane, maioliche, centri-tavola, dipinti, sculture, oggetti d’arredo, tessuti e abiti haute couture, accessori, alta oreficeria, cartelloni pubblicitari, vetrate e mosaici che decoravano lussuosi hotel, stazioni e mezzi di trasporto per privilegiati, come aerei e transatlantici.

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Ogni sezione è arricchita da frame cinematografici, riproduzioni di manifesti e riviste, fotografie storiche e installazioni multimediali curate da Storyville, che restituiscono il clima e l’atmosfera di un’epoca irripetibile e affascinante.

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Un’epoca di progresso

Parigi, Londra, Milano, Monaco, Vienna, Praga e Berlino sono il palcoscenico delle avanguardie artistiche.

Qui l’alta società esibisce un’eleganza cinica e scintillante e si lancia nella frenesia del divertimento nel tentativo di cancellare i ricordi degli orrori della Prima Guerra Mondiale. Ville e i palazzi si riempiono di oggetti da esibire come simbolo di lusso e di un gusto impareggiabile, dai tratti stilistici chiaramente riconoscibili.

Il progresso tecnologico trasforma la società con la diffusione di tram, catene di montaggio, le prime autostrade italiane, treni veloci, grattacieli e architetture futuristiche che cambiano il panorama urbano.

È il momento delle prime trasmissioni radiofoniche, delle navi transatlantiche, dei dirigibili, degli aerei che riducono le distanze. Nasce Hollywood e un nuovo immaginario collettivo.

I grandi magazzini, templi della modernità urbana, come La Rinascente a Milano, offrono merci di ogni tipo in spazi eleganti e illuminati, trasformando l’acquisto in un’esperienza sociale.

 Art Déco: un’apoteosi di raffinatezza

Le sale espongono le eccezionali invenzioni di Gio Ponti per la Richard-Ginori, tra cui le ciste ispirate a esemplari bronzei di età etrusca, accanto alle opere ideate da Tomaso Buzzi, Paolo Venini, Galileo Chini, ai vetri di Vittorio Zecchin, alle creazioni del maestro ebanista Ettore Zaccari e dell’orafo Alfredo Ravasco e di molti altri artisti, artigiani, architetti e designer che hanno creato il design italiano.

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Abiti da sera e accessori sono prestiti delle collezioni di Palazzo Morando e mostrano l’evoluzione dell’immagine femminile verso un ideale di libertà, eleganza ed emancipazione.

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Diversi oggetti delle stanze della Prioria al Vittoriale degli Italiani rappresentano il gusto dannunziano per materiali pregiati, atmosfere esotiche ed erotiche, estremo frutto della cultura simbolista in chiave déco.

Tra i pezzi degni di nota il “Centrotavola per il Ministero degli Esteri composto da 43 elementi (del Museo Ginori di Sesto Fiorentino) e il monumentale vaso “La casa degli efebi operosi e neghittosi”, un pezzo unico esposto a Parigi nel 1925 .

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Il mito antico è vivo e palpitante nelle raffigurazioni di Ninfe, Naiadi e Satiri e nella “Diana” di Anne Carlu o nella serie Venatoria, ideata da Gio Ponti.

Tra esotismo e colonialismo.

L’intreccio di Vita e Morte si esprime nella scultura animalier tra animali selvatici e foreste artificiali esotiche. E nei disegni del Tumulte Noir in cui Paul Colin si ispira alla “danse sauvage” di Joséphine Baker che elettrizzava il pubblico con il suo fascino provocante indossando la famosa cintura di banane.

La mostra “Art Déco. Il trionfo della modernità” racconta una corsa verso il futuro che volutamente ignora le inquietudini politiche e sociali che sarebbero esplose di lì a poco, cambiando per sempre il volto dell’Europa.

Art Déco nella città

Alla valorizzazione delle testimonianze Art Déco sul territorio milanese collabora la Fondazione FS Italiane ospitando il progetto espositivo “Il Padiglione Reale della stazione Centrale di Milano. Un capolavoro Art Déco” che offre un’ampia selezione di fotografie, documenti, disegni e arredi e documenta l’Art Déco nell’architettura ferroviaria italiana.

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Il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco inoltre ospita una selezione di porcellane di Gio Ponti provenienti dal Museo Ginori di Sesto Fiorentino.

Cineteca Milano dal 7 marzo al 4 maggio 2025, infine organizza al cinema Arlecchino la rassegna “Art Déco – I film”.

“Art Déco. Il trionfo della modernità”, curata da Valerio Terraroli, vi accoglie a Palazzo Reale fino al 29 giugno 2025. www.palazzorealemilano.

credito immagini Carlotta Coppo